Carnevale di Tivoli 2025

Carnevale di Tivoli 2025

Domenica 23 febbraio 2025, Tivoli (RM)

“Carnevale, Carnevale, a Tivoli voglio andare ...” è il ritornello di una vecchia canzone che riecheggia nei ricordi di generazioni di tiburtini, prova concreta di quanto questa festa sia profondamente radicata e riconosciuta come una delle tradizioni più antiche e vivaci del Lazio. Da cinque secoli, il Carnevale dà il via a un mese di celebrazioni che cambia volto alla città, coinvolgendo soprattutto i giovani che, mentre passeggiano, colgono di sorpresa i passanti con un lancio inaspettato di coriandoli o il suono improvviso di fischietti a rotolo e trombette, facendoli sussultare. Un modo di mantenere vivo lo spirito scherzoso e coinvolgente che si traduce in un coro continuo di risate, in attesa delle giornate fatidiche delle sfilate dei carri allegorici.
E se in passato le parate culminavano in alcune date simboliche, concentrandosi soprattutto nelle vie del centro, ormai da qualche anno, feste e festicciole, con gruppi mascherati, musiche e balli, si sono estese anche agli altri quartieri. Ogni angolo della città ha un suo appuntamento speciale, offrendo intrattenimento e divertimento per tutti.
Ma le sfilate dei carri sono rimaste un appuntamento irrinunciabile. Domenica 23 febbraio si svolgerà l’ultima del 2025, prima della conclusione dei festeggiamenti il 4 marzo, martedì grasso, con l’incendio di Re Carnevale.
A cura dell’Associazione Amici per Tivoli, domenica 23 febbraio, la parata, che mescola folklore, satira e meraviglia, avrà inizio alle 15:00. I maestosi carri allegorici, su cui troneggiano personaggi di cartapesta, partiranno da Piazzale Matteotti alternandosi a gruppi in maschera, alle majorette di Tivoli e al Gruppo degli Sbandieratori e Musici di Foligno, che darà il ritmo all’allegria generale. Ogni carro racconta una storia, spaziando tra vari temi, dalla leggenda all’attualità, con un tocco di ironia che suscita curiosità e risate e invita tutti a lasciarsi andare e a non prendersi troppo sul serio.
La tradizione del Carnevale fu introdotta a Tivoli, nel Rinascimento, da Ippolito II d’Este, il cardinale che commissionò la celebre Villa d'Este. A quei tempi, il Carnevale rappresentava l’unico momento per sfidare, senza conseguenze disastrose, le rigide regole sociali dell’epoca.
Anche se con alti e bassi, satira e ironia sono sempre state però il fulcro di questa festa. Sono diventati così indimenticabili, nella memoria collettiva, i carnevali in cui si sono rappresentati gli episodi storici più chiacchierati della città, come il gruppo travestito da muratori che ammiccava a un sindaco, del primo Novecento, che approfittò dei lavori pubblici per farsi “offrire” materiali da costruzione per la sua villa. Non sono mancati neppure i grandi temi di rilevanza nazionale, come i petrodollari, la vecchia Riforma Ospedaliera o gli scandali che hanno segnato la Prima Repubblica. Il Carnevale di Tivoli è sempre stato un momento di libertà in cui esprimere con sarcasmo opinioni sugli argomenti del dibattito pubblico, tanto che, in un passato non troppo lontano, un sindaco cercò di temperare i toni fornendo in anticipo i temi a cui attenersi per evitare eccessi, suscitando così ancora più critiche.
Oggi il Carnevale di Tivoli continua a mantenere viva la tradizione, coniugando folklore e modernità, e ogni appuntamento diventa un legame unico tra il passato e il presente.


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