In una sala desolatamente deserta del Museo Nazionale di Reggio Calabria, il custode sputa in faccia ai Bronzi di Riace. È l’ultima, drammatica resa dei conti tra un uomo e le statue mute. Questa intensa pièce teatrale, interpretata da Paolo Triestino, utilizza Reggio Calabria non solo come sfondo, ma come uno specchio profondo dei sogni e dei malesseri dell’anima.