Una raccolta di cinquemila volumi che egli stesso definì "una ben scelta libraria ripiena dei più ricercati autori di ogni genere".
Nella mostra, allestita nella sala San Gregorio dell’Abbazia, sono messe in luce molte di queste pregevoli opere dalle splendide rilegature e illustrazioni. Un’esposizione che arricchisce il fitto calendario delle iniziative per
Subiaco Capitale Italiana del Libro 2025 e va oltre la bellezza dei libri e il sapere racchiuso nelle loro pagine.
Il lascito del pontefice è il simbolo della rinascita culturale, urbanistica ed economica della città alla fine del Settecento. E, nella ricorrenza dei 250 anni dalla sua elezione, I Tesori della Biblioteca Donata da Pio VI al Seminario di Subiaco è un omaggio all’artefice di questo nuovo impulso
Amante della cultura e delle arti, Pio VI (Giovanni Angelo Braschi) fu nominato abate commendatario di Santa Scolastica il 26 giugno 1773. Si affezionò subito a Subiaco e quando, dopo appena un anno e mezzo, divenne papa decise di non rinunciare alla commenda per trasformarla in una vera città.
Rimodellò la Rocca Abbaziale e la convertì in palazzo apostolico. Restaurò il Palazzo della Missione, la Chiesa di Sant'Andrea e, nell’edificio accanto, istituì il Seminario Diocesano. Per stimolare la vita culturale, fondò l’Accademia Letteraria e riorganizzò la stamperia dell’Abbazia. Sostenne anche l’economia finanziando la modernizzazione della cartiera e della viabilità.
In segno di gratitudine, nella sua visita pastorale del 1789, Subiaco lo accolse con l’imponente Arco Trionfale che ancora oggi dà il benvenuto a chi entra in città.