Rubianum 997. 2° Edizione

Il giorno in cui tutto ebbe inizio

Venerdì 26 e sabato 27 giugno 2026, Roviano (RM)

Dimenticate polverose rievocazioni e cavalieri impostati: a Roviano la storia si celebra con il sorriso sul volto e lo spirito goliardico! Più di mille anni fa nasceva il borgo originale. Però se le cronache ufficiali parlano di un documento di Papa Gregorio V, qui si è deciso che questo non basta.
Non si vuole festeggiare una semplice ricorrenza, ma costruire una tradizione nata dal desiderio di riscoprire la propria identità con la partecipazione collettiva.
Le quattro contrade sono pronte a tornare in campo per contendersi il vessillo dell’unità e dell’orgoglio di tutti.
Cosa vi aspetta? Un mix esplosivo di sfide popolari. Non state a guardare: portate amici e parenti, preparatevi a tifare e a dire, ancora una volta: «Io c’ero a Rubianum 997!»

Rubianum 997: la Storia e le Contrade

Il 28 giugno 997 è una data importante per Roviano: la prima citazione ufficiale del castello, nato come insediamento di nuova fondazione e affidato all'Abbazia di Subiaco. Da queste radici la Pro Loco ha ideato Rubianum 997. Niente è improvvisato. Dalla collaborazione con le altre associazioni locali nascono i giochi. Un team di esperti ha creato il nuovo immaginario: quattro contrade, ognuna con i suoi colori e il suo simbolo. Eccoli qui…
Torre: è il castello, il cuore antico del paese. I suoi colori sono granata e bianco, gli stessi della bandiera ufficiale di Roviano.
Bosco: è il Boschetto di Roviano, contraddistinto dal verde delle foglie di quercia e dall’arancione dei meravigliosi tramonti che si godono da lassù.
Leveta: è il quartiere più in alto, rappresentato dall’azzurro del cielo e dal giallo delle ginestre che a primavera colorano la montagna.
Vagli: i suoi colori sono il giallo, come il sole che sorge al mattino, e verde, come i Monti Simbruini verso cui si affaccia.
Infine dall’incontro con l’artista cilena Dani Negri, nel 2026, è nato il Gonfalone delle Contrade, ispirato alle arpilleras, opere tessili realizzate dalle donne cilene, durante la dittatura, come linguaggio di memoria, denuncia e resistenza.
A cucirlo sono stati gli stessi rovianesi in un laboratorio partecipato nel Museo della Civiltà Contadina. Pezzi di stoffa, perline e bottoni, donati dalle famiglie, sono diventati così il simbolo del Palio, destinato a essere custodito dalla contrada vincitrice. Un manifesto culturale, espressione di una visione contemporanea della comunità, nato dalla collaborazione tra Comune di Roviano, Collettivo L’Aquila Reale ETS, Volontari Civici della Cultura ed ETS Rovi.




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