La Speata

Un’esperienza green indimenticabile

Coraggio, preparazione atletica e determinazione sono le doti delle centinaia di runner che a Subiaco, in piena estate, affrontano La Speata (dal dialetto “faticosa corsa a piedi”).
È una competizione molto dura, non solo per il caldo. Il terreno di gara, circa 12 chilometri, è interamente in salita con pendenze particolarmente impegnative, che nel primo tratto arrivano fino al 15% per poi ridursi al 7% nella parte finale battuta dai venti. Il dislivello positivo è di 475 metri: si parte dagli 882 metri di altitudine della Contrada Montore per arrivare a Monte Livata, a 1.357 metri di quota.
Da decenni, la manifestazione racconta il legame con lo sport di un borgo che ha espresso campioni di alto livello in diverse discipline, dallo sci di fondo alla canoa. Un’identità sportiva che si ritrova anche nelle iniziative collaterali: il Memorial Remo Renzetti, aperto a tutti gli appassionati che vogliono partecipare almeno all’ultimo tratto del percorso; la Mini Speata, gara di 1,5 chilometri riservata a bambini e ragazzi fino ai 15 anni; e nei premi intitolati a figure locali come il Trofeo Franco Ciaffi, il Trofeo Alessandro Scafetta, per il corridore più anziano, e quello dedicato a Emanuele e Benedetto Onori, riservato al primo classificato tra gli atleti sublacensi.
È ideata e organizzata dal Gruppo Marciatori Simbruini, associazione sportiva storica, che, con il suo gruppo di tedofori, ogni anno accompagna la “Fiaccola Pro Pace et Europa Una” durante le celebrazioni benedettine che uniscono Norcia, Subiaco e Cassino.
La Speata

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